{"id":119,"date":"2015-02-13T20:29:13","date_gmt":"2015-02-13T20:29:13","guid":{"rendered":"https:\/\/ilmioviaggio.me\/?p=119"},"modified":"2015-10-21T06:30:10","modified_gmt":"2015-10-21T06:30:10","slug":"in-mongolia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/ilmioviaggio.me\/?p=119","title":{"rendered":"Il mio viaggio 2014. In Mongolia"},"content":{"rendered":"<p>Tulu ed io corriamo velocissime verso i taxi che vanno e vengono dalla stazione mongola di Zamyn Uud al Confine di Stato: sono richiestissimi! Riusciamo a fatica ad accaparrarci un posto su uno dei camion-taxi: non c\u2019\u00e8 pi\u00f9 tempo, bisogna fare in fretta e Tulu mi spinge sopra il cassone sollevandomi per lo zaino. Arriviamo al treno appena un attimo prima della partenza, correndo insieme al facchino che su un carretto di legno trasporta i numerosi pacchi di Tulu e il mio grosso zaino! \u00a01 luglio 2014. Il paesaggio mongolo che vediamo dal treno \u00e8 desertico, quasi lunare, fuori dal tempo. Man mano che ci avviciniamo a Ulaanbaatar si scorgono dei cavalli, sparsi qua e l\u00e0, e qualche gregge di pecore, tutti sempre bel controllati dai pastori che gironzolano loro intorno cavalcando delle rozze motociclette. A Ulaanbaatar prendo alloggio in una simpatica <em>guesthouse<\/em>: il prezzo \u00e8 conveniente e c\u2019\u00e8 uno spazio a disposizione per cucinare e del cibo in abbondanza per la colazione. Scopro subito che qui sei ben accetto soltanto se partecipi ai costosissimi <em>tour <\/em>organizzati dalla <em>guesthouse<\/em> stessa; se non aderisci ti dicono che dalla sera dopo non c\u2019\u00e8 pi\u00f9 posto l\u00ec. \u00a0Il mio primo giorno a Ulaanbaatar \u00e8 domenica e cammino lungo la strada principale fino ad arrivare alla deviazione per il monastero Gandan Khiid.<\/p>\n<figure id=\"attachment_65\" aria-describedby=\"caption-attachment-65\" style=\"width: 509px\" class=\"wp-caption alignnone\"><a href=\"https:\/\/ilmioviaggio.me\/wp-content\/uploads\/2015\/02\/Mongolia-Ulaanbaatar.-Mercatino-di-granagli-per-i-colombi-nel-piazzale-allinterno-della-struttura-del-Tempio-Gandan-Khiid..jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-65\" src=\"https:\/\/ilmioviaggio.me\/wp-content\/uploads\/2015\/02\/Mongolia-Ulaanbaatar.-Mercatino-di-granagli-per-i-colombi-nel-piazzale-allinterno-della-struttura-del-Tempio-Gandan-Khiid.-300x169.jpg\" alt=\"Mongolia, Ulaanbaatar. Mercatino di granagli per i colombi nel piazzale all'interno della struttura del Tempio Gandan Khiid.\" width=\"509\" height=\"287\" srcset=\"https:\/\/ilmioviaggio.me\/wp-content\/uploads\/2015\/02\/Mongolia-Ulaanbaatar.-Mercatino-di-granagli-per-i-colombi-nel-piazzale-allinterno-della-struttura-del-Tempio-Gandan-Khiid.-300x169.jpg 300w, https:\/\/ilmioviaggio.me\/wp-content\/uploads\/2015\/02\/Mongolia-Ulaanbaatar.-Mercatino-di-granagli-per-i-colombi-nel-piazzale-allinterno-della-struttura-del-Tempio-Gandan-Khiid.-1024x576.jpg 1024w\" sizes=\"auto, (max-width: 509px) 100vw, 509px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-65\" class=\"wp-caption-text\">Mongolia, Ulaanbaatar. Mercatino di granagli per i colombi nel piazzale all&#8217;interno della struttura del Tempio Gandan Khiid.<\/figcaption><\/figure>\n<p>E\u2019 veramente incredibile quello che accade l\u00e0 dentro: con un banchetto collocato all\u2019entrata delle numerose casupole in legno ci stanno i veggenti, per lo pi\u00f9 uomini, muniti di sassolini, carte, legnetti, radici, erbe e molti altri simboli che utilizzano per leggere il futuro. L\u2019interno \u00e8 brulicante di pellegrini in attesa di accedere ad un monaco libero che celebri loro un rituale. Ogni persona, coppia o gruppetto familiare vuole risolvere il proprio problema attraverso la mediazione con la sacralit\u00e0 che i tanti monaci taoisti e buddhisti insieme offrono in cambio di denaro. La consultazione si svolge cos\u00ec: il problema da risolvere viene scritto su un foglietto che il monaco legge, chiarisce con gli interlocutori e ritualizza spesso mettendosi una maschera davanti al viso, accendendo candele e incensi, vociando canti, recitando mantra ed anche consumando bevande e cibi insieme ai convenuti. Ogni rituale si conclude con un\u2019offerta consistente.<\/p>\n<figure id=\"attachment_139\" aria-describedby=\"caption-attachment-139\" style=\"width: 508px\" class=\"wp-caption alignnone\"><a href=\"https:\/\/ilmioviaggio.me\/wp-content\/uploads\/2015\/02\/Mongolia-Ulaanbaatar.-Rituale-al-Tempio-Gandan-Khiid.1.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-139\" src=\"https:\/\/ilmioviaggio.me\/wp-content\/uploads\/2015\/02\/Mongolia-Ulaanbaatar.-Rituale-al-Tempio-Gandan-Khiid.1-300x169.jpg\" alt=\"Mongolia, Ulaanbaatar. Rituale al Tempio Gandan Khiid.\" width=\"508\" height=\"286\" srcset=\"https:\/\/ilmioviaggio.me\/wp-content\/uploads\/2015\/02\/Mongolia-Ulaanbaatar.-Rituale-al-Tempio-Gandan-Khiid.1-300x169.jpg 300w, https:\/\/ilmioviaggio.me\/wp-content\/uploads\/2015\/02\/Mongolia-Ulaanbaatar.-Rituale-al-Tempio-Gandan-Khiid.1-1024x576.jpg 1024w\" sizes=\"auto, (max-width: 508px) 100vw, 508px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-139\" class=\"wp-caption-text\">Mongolia, Ulaanbaatar. Rituale al Tempio Gandan Khiid.<\/figcaption><\/figure>\n<p>Mi fermo qualche giorno a Ulaanbaatar e poi, seguendo i consigli di una coppia di turisti svizzeri, mi sposto verso il Nord, a Khatgal, vicino al confine russo, a circa un centinaio di kilometri dalla citt\u00e0 di Moron. Qui, la zona del lago Khovsgol Nuur \u00e8 ricchissima di fiori selvatici e pare sia carica di una particolare energia, legata al trascendente, proveniente dal lago. Forse per questo nei villaggi intorno ci abitano diversi <em>maestri<\/em> o <em>precettori spirituali<\/em>, sia uomini che donne, chiamati <em>guru<\/em>! Prendo alloggio in un campo di <em>yurte o gher <\/em>adibito a <em>guesthouse<\/em>: il paesaggio contiene davvero un\u2019aria di mistero, ma la famiglia che gestisce l\u2019alloggio \u00e8 molto rassicurante e tranquilla. M\u2019incammino lungo i prati che fiancheggiano il lago e rimango affascinata dalla vista delle montagne, dai gruppi di cavalli lasciati in libert\u00e0, dalle moltitudini di <em>yak<\/em>, detti anche <em>buoi tibetani<\/em>, che pascolano in tranquillit\u00e0. Li osservo stupita quando con grande calma si dirigono verso l\u2019unica strada della zona e l\u2019attraversano costringendo le auto a rallentare. Lungo la riva del lago Khovsgol Nuur incontro la ragazza coreana che dorme nella mia <em>yurta<\/em> e chiacchierando insieme camminiamo verso il centro di Khatgal. Lei sta cercando della carne da cucinare, per conto suo, insieme a del riso, all\u2019interno della <em>yurta<\/em>. Possiede tutta l\u2019attrezzatura: un fornello a gas acquistato a Beijing, una pentola, un coltello. Mi confida che \u00e8 molto pi\u00f9 conveniente cucinare da soli che servirsi del ristorante della <em>guesthouse<\/em>. Raggiungiamo il mercato di Khatgal.<\/p>\n<figure id=\"attachment_144\" aria-describedby=\"caption-attachment-144\" style=\"width: 508px\" class=\"wp-caption alignnone\"><a href=\"https:\/\/ilmioviaggio.me\/wp-content\/uploads\/2015\/02\/Mongolia-Kathgal.-Bancarella-di-erbe-medicinali-al-mercato.1.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-144\" src=\"https:\/\/ilmioviaggio.me\/wp-content\/uploads\/2015\/02\/Mongolia-Kathgal.-Bancarella-di-erbe-medicinali-al-mercato.1-300x169.jpg\" alt=\"Mongolia, Kathgal. Bancarella di erbe medicinali al mercato.\" width=\"508\" height=\"286\" srcset=\"https:\/\/ilmioviaggio.me\/wp-content\/uploads\/2015\/02\/Mongolia-Kathgal.-Bancarella-di-erbe-medicinali-al-mercato.1-300x169.jpg 300w, https:\/\/ilmioviaggio.me\/wp-content\/uploads\/2015\/02\/Mongolia-Kathgal.-Bancarella-di-erbe-medicinali-al-mercato.1-1024x576.jpg 1024w\" sizes=\"auto, (max-width: 508px) 100vw, 508px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-144\" class=\"wp-caption-text\">Mongolia, Kathgal. Bancarella di erbe medicinali al mercato.<\/figcaption><\/figure>\n<p>Ci sono delle bancarelle in legno chiaro, fisse e coperte da un tettuccio anch\u2019esso in legno: sembrano delle gigantesche cassette per la frutta, poste in verticale. Le donne, in costume tradizionale, vendono chincaglierie, gingilli, pesce essiccato, erbe medicinali, latte di <em>yak <\/em>e di cavalla. Qui il latte di cavalla \u00e8 molto ricercato e viene utilizzato come bevanda, spesso mescolato alla <em>wodka.<\/em> Al ritorno ci fermiamo al mercatino alimentare che sta accanto al nostro accampamento: vendono la carne di capra che la mia compagna di <em>yurta<\/em> cercava. Il giorno successivo la mia amica coreana mi lascia per un\u2019escursione a cavallo di tre giorni che la porter\u00e0 in un altro paese nell\u2019altra parte del lago Khovsgol Nuur. Quando alla sera rientro in <em>yurta<\/em> trovo un biglietto con i suoi saluti e diverse confezioni di dolcetti coreani.\u00a0A Khatgal, accanto al mercato, c\u2019\u00e8 un porticciolo e tra le vecchie navi arrugginite, forse abbandonate l\u00ec dai russi, c\u2019\u00e8 una grossa imbarcazione per turisti. Quando torno l\u00e0, il giorno dopo, sento la sirena e vedo la nave pronta alla partenza per il giro del lago Khovsgol Nuur. E\u2019 un\u2019imbarcazione un po\u2019vecchiotta e a bordo ci sono soltanto turisti mongoli, molti di loro vestiti con gli abiti tradizionali. Durante il tragitto di ritorno, il personale di bordo, rigorosamente in divisa, anima una specie di <em>karaokey.<\/em><\/p>\n<figure id=\"attachment_145\" aria-describedby=\"caption-attachment-145\" style=\"width: 508px\" class=\"wp-caption alignnone\"><a href=\"https:\/\/ilmioviaggio.me\/wp-content\/uploads\/2015\/02\/Mongolia-Kathgal.-Il-tour-del-lago-Khovsgol-Nuur.1.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-145\" src=\"https:\/\/ilmioviaggio.me\/wp-content\/uploads\/2015\/02\/Mongolia-Kathgal.-Il-tour-del-lago-Khovsgol-Nuur.1-300x169.jpg\" alt=\"Mongolia, Kathgal. Il tour del lago Khovsgol Nuur.\" width=\"508\" height=\"286\" srcset=\"https:\/\/ilmioviaggio.me\/wp-content\/uploads\/2015\/02\/Mongolia-Kathgal.-Il-tour-del-lago-Khovsgol-Nuur.1-300x169.jpg 300w, https:\/\/ilmioviaggio.me\/wp-content\/uploads\/2015\/02\/Mongolia-Kathgal.-Il-tour-del-lago-Khovsgol-Nuur.1-1024x576.jpg 1024w\" sizes=\"auto, (max-width: 508px) 100vw, 508px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-145\" class=\"wp-caption-text\">Mongolia, Kathgal. Il tour del lago Khovsgol Nuur.<\/figcaption><\/figure>\n<p>L\u2019insieme ricorda un po\u2019 i nostri anni \u201960 ed \u00e8 comunque interessante. Torno al mio campo di <em>yurte<\/em>, sono stanca e affamata; \u00e8 gi\u00e0 buio e qualche camino sta gi\u00e0 fumando dalle casette sparse del villaggio. Prima di cena leggo un po\u2019, ma poi preferisco parlare con i turisti che stanno nel salone del fabbricato in legno, accanto al fuoco. Tra gli ospiti c\u2019\u00e8 un affascinante e maturo medico svizzero che pratica l\u2019<em>ayurveda<\/em>, il pi\u00f9 antico sistema naturale per la cura e il benessere del corpo e della mente. Sta quass\u00f9 da diverso tempo perch\u00e9 frequenta le lezioni private di una <em>guru<\/em>. Lo vedo sempre con un giovane interprete mongolo, ospite anche lui del campo di <em>yurte o gher<\/em>. Il medico ha un\u2019auto a sua disposizione e l\u2019interprete gli fa anche da autista. Mi racconta che sta imparando la filosofia dei <em>guru<\/em> per integrarla con la sua professione di medico privato quando far\u00e0 ritorno in Svizzera. Quando gli chiedo se \u00e8 un medico per la gente ricca, mi spiega che in Svizzera tutti possono permettersi queste cure perch\u00e9 anche le persone che svolgono lavori umili sono coperte da assicurazione.\u00a0Questo posto tra le montagne \u00e8 davvero magico e io non so pi\u00f9 se ho voglia di lasciarlo o di rimanerci ancora! Cammino molto qui a Khatgal: gironzolo per il villaggio ad osservare il ritmo di vita di questa gente. Verso sera, per le strade, c\u2019\u00e8 soltanto qualche ubriaco qua e l\u00e0; qui regna un gran silenzio che viene interrotto a tratti, improvvisamente, dal rombo delle grosse motociclette che riportano al paese gli uomini che lavorano nella cittadina di Moron. Alla sera fa molto freddo e sul tardi i gestori del campo vengono ad accenderci la stufa che sta al centro della casa-tenda. Il panorama esterno delle <em>yurte<\/em> con i loro camini fumanti \u00e8 uno spettacolo da favola! Mi dispiace davvero lasciare questo posto, cos\u00ec surreale e cos\u00ec intenso, ma il giorno dopo, alle 10.00, quando arriva il taxi, non ci penso pi\u00f9 e parto. Il percorso verso Moron \u00e8 sempre incantevole. Questo tratto di strada \u00e8 asfaltato ed \u00e8 uno dei pochi in buone condizioni qui in Mongolia. Alla stazione degli autobus acquisto il biglietto per Ulaanbaatar. Non c\u2019\u00e8 alternativa: devo tornare a Ulaanbaatar e poi, da l\u00ec spostarmi. Il viaggio \u00e8 estremamente faticoso per la mancanza della strada. Si viaggia tra i prati e solo a piccoli tratti su degli sterrati; le strade sono simili a dei sentieri a volte appena tracciati dai veicoli passati in precedenza. Ora la corriera si \u00e8 fermata e l\u2019autista sta facendo scendere i passeggeri. Ho capito, \u00e8 successo anche all\u2019andata: \u00e8 necessario attraversare il ponte a piedi per evitare di sottoporlo ad uno sforzo che sicuramente non potrebbe reggere. Alcuni fiumi non hanno nemmeno il ponte e la corriera li attraversa immergendosi nell\u2019acqua.<\/p>\n<figure id=\"attachment_64\" aria-describedby=\"caption-attachment-64\" style=\"width: 509px\" class=\"wp-caption alignnone\"><a href=\"https:\/\/ilmioviaggio.me\/wp-content\/uploads\/2015\/02\/Mongolia-sosta-tra-Kathgal-e-Ulaanbaatar..jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-64\" src=\"https:\/\/ilmioviaggio.me\/wp-content\/uploads\/2015\/02\/Mongolia-sosta-tra-Kathgal-e-Ulaanbaatar.-300x169.jpg\" alt=\"Mongolia, sosta tra Kathgal e Ulaanbaatar.\" width=\"509\" height=\"287\" srcset=\"https:\/\/ilmioviaggio.me\/wp-content\/uploads\/2015\/02\/Mongolia-sosta-tra-Kathgal-e-Ulaanbaatar.-300x169.jpg 300w, https:\/\/ilmioviaggio.me\/wp-content\/uploads\/2015\/02\/Mongolia-sosta-tra-Kathgal-e-Ulaanbaatar.-1024x576.jpg 1024w\" sizes=\"auto, (max-width: 509px) 100vw, 509px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-64\" class=\"wp-caption-text\">Mongolia, sosta tra Kathgal e Ulaanbaatar.<\/figcaption><\/figure>\n<p>Il paesaggio \u00e8 sempre, ovunque, splendido! I prati sono tappezzati di stelle alpine e le possiamo ammirare da vicino quando la corriera si ferma per consentire ai viaggiatori di soddisfare i bisogni fisiologici. Una sosta pi\u00f9 lunga viene dedicata soltanto alla cena, in uno dei semplici ristorantini dei rari villaggi che incontriamo.<\/p>\n<p>6 luglio 2014. Sono a Dalandzadgad, la cittadina a Sud della Mongolia, ai margini del deserto del Gobi. E\u2019 ancora notte, manca ancora un\u2019oretta perch\u00e9 arrivi la luce del giorno. M\u2019incammino lungo la via principale. Qui \u00e8 bassa stagione o forse il turismo \u00e8 in crisi: gli alberghi lungo la via sono quasi tutti sbarrati e quelli aperti sono disadorni, poco accoglienti ed anche pi\u00f9 costosi rispetto alle altre parti della Mongolia. Un signore in auto mi d\u00e0 un passaggio e mi aiuta a cercare gli alberghi indicati sulla guida della <em>Lonely Planet<\/em>. Sono tutti chiusi, sembrano abbandonati da tempo! Mi accompagna in uno dei pochissimi hotel del centro: una desolazione! A Dalandzadgad visito il mercato: ogni bancarella prende la forma attraverso una struttura in plastica morbida. Ci sono donne e uomini che vendono vasi dove stanno racchiuse delle erbe medicinali, sacchi pieni di zucchero in grossi cristalli, forme di grasso e burro fuso, latte di cammella e di cavalla, qualche verdura. Nel piccolo piazzale del mercato ci sono pure dei ristorantini e dei negozietti, grezzi e bui, con pochi squallidi arredi, privi di finestre e vetrine, con soltanto delle strette aperture per accedervi. I negozietti hanno l\u2019aspetto di piccoli magazzini: vendono dei capi di abbigliamento invernali, giocattoli e articoli per la casa, prevalentemente in plastica. Per fortuna c\u2019\u00e8 un piccolo supermercato abbastanza fornito dove posso acquistare qualche provvista per colazione e cena.<\/p>\n<figure id=\"attachment_58\" aria-describedby=\"caption-attachment-58\" style=\"width: 509px\" class=\"wp-caption alignnone\"><a href=\"https:\/\/ilmioviaggio.me\/wp-content\/uploads\/2015\/02\/Mongolia-Dalanzadgad.-Mercato..jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-58\" src=\"https:\/\/ilmioviaggio.me\/wp-content\/uploads\/2015\/02\/Mongolia-Dalanzadgad.-Mercato.-300x169.jpg\" alt=\"Mongolia, Dalanzadgad. Mercato.\" width=\"509\" height=\"287\" srcset=\"https:\/\/ilmioviaggio.me\/wp-content\/uploads\/2015\/02\/Mongolia-Dalanzadgad.-Mercato.-300x169.jpg 300w, https:\/\/ilmioviaggio.me\/wp-content\/uploads\/2015\/02\/Mongolia-Dalanzadgad.-Mercato.-1024x576.jpg 1024w\" sizes=\"auto, (max-width: 509px) 100vw, 509px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-58\" class=\"wp-caption-text\">Mongolia, Dalanzadgad. Mercato.<\/figcaption><\/figure>\n<p>Le donne che si alternano alla reception dell\u2019hotel non parlano che mongolo e sono poco socievoli. La proprietaria si vede poco; lei parla il tedesco in quanto qualche anno fa ha lavorato in un\u2019agenzia di Francoforte. E\u2019 molto umana e comprende il mio disagio per il nulla che offre la cittadina. Con tanta buona volont\u00e0 riusciamo a comunicare: devo trovare la similitudine tra il tedesco e l\u2019inglese per capirci, ma ce la facciamo. Mi accompagna con il suo <em>pick up<\/em> a visitare il bel teatro dipinto di rosso a Dalandzadgad e un piccolo tempio buddhista, uno <em><span style=\"text-decoration: underline;\">stupa<\/span><\/em> con le sue ruote della preghiera da far girare. Non incontriamo nessun altro all\u2019interno di questo luogo sacro! Il giorno dopo, cammino attraverso un parco giochi di una scuola materna, apparentemente abbandonati e raggiungo il Museo del Gobi Meridionale: lo trovo molto interessante, in particolare, per i numerosi oggetti della cultura buddhista che contiene. Qui, all\u2019entrata, incontro delle persone: una di loro dice di essere un\u2019insegnante e parla un po\u2019d\u2019inglese. Si offre di farmi da guida durante la visita al museo e accetto con piacere la sua compagnia. All\u2019uscita troviamo il suo gruppo familiare che ci aspetta per riaccompagnarmi all\u2019hotel e andare poi insieme a fare un giretto nel deserto del Gobi. Pi\u00f9 tardi, in hotel, grazie alla proprietaria, scoprir\u00f2 che quell\u2019approccio, cos\u00ec amicale e generoso, non era altro che un modo per incastrarmi in un costosissimo, improvvisato e veloce <em>tour<\/em>. Ci andr\u00f2 poi, ad un <em>tour <\/em>privato, anche perch\u00e9 non c\u2019\u00e8 nessun\u2019altra alternativa qui. Attraverso la proprietaria dell\u2019hotel, sceglier\u00f2 l\u2019escursione pi\u00f9 economica, cio\u00e8 un giro privato in <em>pick up<\/em> a Yolyn An, che letteralmente significa <em>bocca dell\u2019avvoltoio.<\/em> L\u2019escursione consiste nel raggiungere una lastra di ghiaccio che sta a 46 km a Ovest di Dalandzadg ad: costo 50,00 euro. Il paesaggio lass\u00f9 \u00e8 stupendo: il percorso si svolge tra dirupi rocciosi e rigogliose montagne verdeggianti \u00e8 affascinante! Lungo il sentiero si incontrano diversi mucchi di sassi con una bandierina rossa annodata ad uno stecco infilato sulla cima: sono dei piccoli <em>stupa <\/em>o forse soltanto dei semplici simboli buddhisti! La piccola lastra di ghiaccio che si raggiunge con una camminata a piedi di una mezz\u2019oretta dal parcheggio non \u00e8 nulla di eccezionale. I turisti, in genere, arrivano fin qui, con viaggi organizzati gi\u00e0 da Ulaanbaatar perch\u00e9 in tutta questa zona non esiste nessun tipo di organizzazione turistica se non quella improvvisata da infurbita gente del posto. I gruppi di turisti arrivano in <em>pick up<\/em> oppure con i pullmini degli hotel, direttamente da Ulaanbaatar e fanno poi il brevissimo percorso fino al <em>canyon <\/em>a piedi o a cavallo, usufruendo delle guide che stanno l\u00ec appostate ad attenderli. L\u2019autista del mio <em>pick up<\/em> cammina a malavoglia con me e non parla nemmeno una parola di inglese. Mi fermo un attimo alla bancarella che sta all\u2019uscita della riserva: una signora mongola sta incidendo dei simboli su delle piccole pietruzze che infila poi su dei cordoncini colorati. Saranno le uniche cose che porter\u00f2 con me da lass\u00f9! Sulla strada del ritorno il taxista mi scarica ad Museo Naturale allestito tra le montagne: l\u00e0 dentro ci sono uova e ossa di dinosauro, e anche degli uccelli e un leopardo delle nevi impagliati. Accanto al museo ci sono tre negozi <em>gher<\/em> di <em>souvenir<\/em>: guardo la merce, ma non compro nulla, con grande disappunto dell\u2019autista e delle venditrici. Il tutto si conclude in una mattinata sbrigativa e veloce, ma la Mongolia mi rimarr\u00e0, comunque, nel cuore. L\u2019unica corriera per Ulaanbaatar in partenza verso sera \u00e8 al completo per oggi e dovr\u00f2 rimanere un altro giorno a Dalandzadgad: per fortuna mi sono portata dei libri e mi siedo un po\u2019 qua e un po\u2019 l\u00e0 a leggere! Quando mi avvio a piedi verso la stazione delle corriere, si ferma un camioncino bianco per darmi un passaggio che accetto con piacere.<\/p>\n<p>Sono ritornata a Ulaanbaatar felice di rivivere l\u2019atmosfera della citt\u00e0. La distanza culturale e sociale tra Ulaanbaatar e Dalandzadgat \u00e8 enorme: qui la gente ti parla non solo per proporti dei viaggi truffaldini, ma con un interesse pi\u00f9 umano e vero. In giro per le strade c\u2019\u00e8 gi\u00e0 aria di festa per il Naadam: la ricorrenza dell\u2019indipendenza vera e propria inizier\u00e0 domani, ma gi\u00e0 si sentono canti, suoni di clacson e si vedono sventolare le bandiere ovunque. A causa del Naadam non trovo posto nelle <em>guesthouse <\/em>economiche e sono costretta ad alloggiare in una stanza di un alberghetto misero, ad un prezzo elevato per l\u2019occasione, da 4,00 a 20,00 euro per notte.<\/p>\n<figure id=\"attachment_142\" aria-describedby=\"caption-attachment-142\" style=\"width: 506px\" class=\"wp-caption alignnone\"><a href=\"https:\/\/ilmioviaggio.me\/wp-content\/uploads\/2015\/02\/Mongolia-foto-in-costume-depoca-per-il-Naadam-in-Piazza-Sukhbaatar.1.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-142\" src=\"https:\/\/ilmioviaggio.me\/wp-content\/uploads\/2015\/02\/Mongolia-foto-in-costume-depoca-per-il-Naadam-in-Piazza-Sukhbaatar.1-300x169.jpg\" alt=\"Mongolia, foto in costume d'epoca per il Naadam in Piazza Sukhbaatar.\" width=\"506\" height=\"285\" srcset=\"https:\/\/ilmioviaggio.me\/wp-content\/uploads\/2015\/02\/Mongolia-foto-in-costume-depoca-per-il-Naadam-in-Piazza-Sukhbaatar.1-300x169.jpg 300w, https:\/\/ilmioviaggio.me\/wp-content\/uploads\/2015\/02\/Mongolia-foto-in-costume-depoca-per-il-Naadam-in-Piazza-Sukhbaatar.1-1024x576.jpg 1024w\" sizes=\"auto, (max-width: 506px) 100vw, 506px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-142\" class=\"wp-caption-text\">Mongolia, foto in costume d&#8217;epoca per il Naadam in Piazza Sukhbaatar.<\/figcaption><\/figure>\n<p>I festeggiamenti si svolgono con grandi afflussi di gente vestita a festa: le donne indossano abiti da gran gala sfoggiando costumi in pizzo e calzando scarpe con tacchi a spillo altissimi. Diversi uomini e alcune donne anziane indossano l\u2019abito tradizionale mongolo. Allo Stadio si svolge la cerimonia principale con la partecipazione di gruppi e campioni sportivi. I biglietti per l\u2019entrata sono da giorni esauriti e, quindi, preferisco tornare nell\u2019altro punto focale dei festeggiamenti, la piazza Suhbaatar. Sar\u00e0 qui che trascorrer\u00f2 la maggior parte del tempo. Nella piazza sono stati allestiti diversi scenari per far da sfondo alle foto che i vari professionisti scattano alla gente. Ci sono a disposizione degli abiti d\u2019epoca che molte persone indossano per farsi fotografare. Gli sfondi propongono ambienti diversi: si va dalla statua del fondatore dell\u2019Impero mongolo, Gengis Khan, al Palazzo del governo, all\u2019interno di un\u2019abitazione d\u2019epoca con il divanetto su cui sedersi proporzionato agli arredi del poster, costruiti in modo da rendere pi\u00f9 realistiche le foto. Il tutto si svolge in allegria, tra vendite di cibi, voli di palloncini, noleggi di automobiline per i bambini, corse spensierate di giovani in bicicletta e tandem e tanta musica tradizionale della Mongolia. Riconosco con piacere il famoso e familiare <em>Casatschok<\/em>, il ballo della steppa.<\/p>\n<p>E\u2019 interessante osservare come questo popolo s\u2019identifichi nel periodo del Grande Impero di Gensis Khan e voglia ricostruire la propria identit\u00e0 ricongiungendola, oltre che ad 808 anni fa, anche alla fondazione del primo Stato della Mongolia che risale a 2223 anni fa. Un giovane commerciante di occhiali mi racconta che le aspirazioni attuali dei mongoli sono quelle di recuperare le parti che costituivano il suo Grande Impero passato, ora divenuti territori della Cina, della Russia e anche del Kazakistan. Un altro giovane, uno studente di Ulaanbaatar che studia all\u2019universit\u00e0 di Beijing, mi racconta che la Mongolia \u00e8 ora una Repubblica parlamentare semi presidenziale, ma \u00e8 rimasta sotto il protettorato russo fino agli anni novanta. Il ragazzo mi spiega che la maggioranza degli abitanti del Paese sono poveri in quanto la ricchezza \u00e8 concentrata in poche persone, molte delle quali di origine russa. Queste persone privilegiate gestiscono le grandi ricchezze minerarie della Mongolia, e godono della protezione degli uomini che detengono il potere politico.<\/p>\n<p>Torno di nuovo a fare un giro fino al piazzale dello Stadio per vedere cosa succede l\u00e0: all\u2019interno stanno ancora esibendosi i campioni nazionali di <em>wrestling<\/em>, di tiro con l\u2019arco e di equitazione. Qualcosa si riesce a sbirciare tra le aperture dei teloni e dai video postati all\u2019esterno che trasmettono in continuazione i momenti pi\u00f9 spettacolari delle esibizioni. Nel piazzale dello Stadio, per l\u2019evento, si sono formate numerose stradine pullulanti di ristorantini con cibi tipici della Mongolia e di bancarelle con infiniti souvenir di ogni tipo. Oggi \u00e8 il terzo e ultimo giorno del Naadam. Tutto il fermento intorno allo Stadio \u00e8 scomparso; l\u2019evento si concentra ora soltanto nella piazza Sukhbaatar, in particolare sul palco allestito accanto alle auto esposte in mostra. Tra i <em>suv <\/em>ce n\u2019\u00e8 uno in una posizione pi\u00f9 in vista rispetto agli altri: \u00e8 la <em>Toyota <\/em>che verr\u00e0 assegnata fra poco, al campione di <em>wrestling<\/em> risultato vincitore.\u00a0Il giorno 14 luglio riparto per Zamyn Uud che rimane l\u2019unico percorso per ritornare, via terra, in Cina. Trovo il transito ancora chiuso per i festeggiamenti del Naadam e dovr\u00f2 trascorrere la notte qui!\u00a0Per fortuna stringo amicizia con Taka e Nahomi, una coppia di insegnanti giapponesi che vive in Cina e la giornata trascorre piacevolmente. Ceno con loro nel bar dell\u2019hotel: abbiamo acquistato dei barattoli di cibo liofilizzato in un negozio e qui chiediamo di aggiungerci, a pagamento, soltanto dell\u2019acqua bollente per poterli consumare. Questi ragazzi, giapponesi, sono molto umani ed anche molto attenti al risparmio. L\u2019indomani mattina, concordiamo, insieme, il prezzo del <em>pick up<\/em> e ci accodiamo alla lunga fila di fuoristrada diretti al confine.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Tulu ed io corriamo velocissime verso i taxi che vanno e vengono dalla stazione mongola di Zamyn Uud al Confine di Stato: sono richiestissimi! 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