{"id":5136,"date":"2019-03-30T05:52:25","date_gmt":"2019-03-30T05:52:25","guid":{"rendered":"https:\/\/ilmioviaggio.me\/?p=5136"},"modified":"2019-04-23T17:59:06","modified_gmt":"2019-04-23T17:59:06","slug":"da-teheran-a-tabriz-28-marzo-2019","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/ilmioviaggio.me\/?p=5136","title":{"rendered":"Da Teheran a Tabriz, 28 marzo 2019"},"content":{"rendered":"<p>Saluto Nafiseh, Nina, il piccolo Amir Abbass, ma anche il fratello, sua moglie e il loro bambino. Saluto anche il personale dell\u2019ostello, una gestione particolarmente familiare ed accogliente.<\/p>\n<p>La giornata \u00e8 in parte nuvolosa, ma la temperatura \u00e8 mite. Sono da poco passate le 10:00 e sulla strada per Tabriz, lungo i bordi sterrati, si vedono gi\u00e0 le famiglie sedute in cerchio, accanto alle loro auto, impegnate nel tradizionale picnic. Il paesaggio qui \u00e8 piano, i campi sono coltivati e s\u2019intravedono i ruderi di alcune vecchie case di fango in mezzo a delle nuove industrie. C\u2019\u00e8 anche la ferrovia che corre parallela a questa grande strada. Pi\u00f9 avanti compaiono delle pinete intervallate da fabbriche e nuove costruzioni, dei palazzi piatti ed incolori. In lontananza si vedono le montagne e ai loro piedi dei vasti gruppi di abitazioni. Nei prati e sulle basse colline compaiono pi\u00f9 volte i greggi di pecore, marrone e bianchi, che si spostano in continuazione, apparentemente senza alcun pastore. In qualche zona si vedono numerose persone raccogliere le erbe selvatiche dei campi. Andando avanti, si notano distese di campi arati e alcuni con le piante gi\u00e0 nate. Compaiono anche delle vaste zone coltivate a riso e delle altre con alberi da frutto. All\u2019uscita dei grossi tratti autostradali ci sono delle vaste aree di sosta con servizi igienici, negozi e ristoranti. Nel parcheggio attrezzato, nei pressi della citt\u00e0 di Qazsvin ci sono dei venditori di tamburelli che, suonando, cercano di vendere gli strumenti da loro stessi costruiti. Sono di Tabriz, mi dice qualcuno. Sulla strada principale, ci sono diversi autostoppisti che mostrano dei grandi cartelli con delle scritte in persiano.<\/p>\n<p>Ci sono anche dei venditori di pupazzi che li agitano tenendoli tra le mani, con le braccia alzate. Continuando il percorso si vedono, molto distanti, le montagne basse e aride che si alternano con i campi arati e le piantine ancora piccole. Ora, compaiono delle alte cime lontane, ancora innevate su alcune costoni. Nell\u2019area di servizio di Tach-e Soleiman, pranzo, seduta su un gradino, con un panino offertomi da una donna di Tabriz che parla l\u2019inglese. E\u2019 molto grezza, ma essenziale nelle informazioni che mi fornisce. Ha studiato all\u2019universit\u00e0 di Beirut, in Libano e, pur avendo la mia et\u00e0, insegna ancora nella sua citt\u00e0. Comincia a piovere e la gente dei picnic ritira velocissima la sua attrezzatura e si rifugia in auto. La neve delle montagne si fa pi\u00f9 vicina e ora per un tratto, su un\u2019altura che stiamo attraversando, sta nevicando intensamente. Scendendo lungo una pendenza la neve si trasforma in pioggia battente, poi si ferma e ricompare un raggio di sole. Nell\u2019arco di pochi Kilometri ci sono stati sia la pioggia che la neve; di seguito, ancora la pioggia dirompente e poi, all\u2019improvviso \u00e8 tornato il sole. Verso le 19:00 arriviamo a Tabriz e la donna della mia et\u00e0 mi saluta frettolosamente con un \u201cGood bye!\u201d e scappa via. La temperatura \u00e8 mite quass\u00f9 e l\u2019hotel che mi ha prenotato l\u2019agenzia di Kashan \u00e8 carino.\u00a0 Nessuno dei lavoranti parla, nemmeno una parola d\u2019inglese. Di fronte alla mia stanza c\u2019\u00e8 la sala delle preghiere, con il pavimento rivestito da sfarzosi tappeti. Dentro c\u2019\u00e8 un uomo che sta pregando rivolto verso di me, ma non alza lo sguardo per salutarmi.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/ilmioviaggio.me\/wp-content\/uploads\/2019\/03\/Tabriz-sera-area-ped.jpg\" rel=\"attachment wp-att-5163\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-5163\" src=\"https:\/\/ilmioviaggio.me\/wp-content\/uploads\/2019\/03\/Tabriz-sera-area-ped-300x225.jpg\" alt=\"Tabriz sera area ped\" width=\"300\" height=\"225\" srcset=\"https:\/\/ilmioviaggio.me\/wp-content\/uploads\/2019\/03\/Tabriz-sera-area-ped-300x225.jpg 300w, https:\/\/ilmioviaggio.me\/wp-content\/uploads\/2019\/03\/Tabriz-sera-area-ped-768x576.jpg 768w, https:\/\/ilmioviaggio.me\/wp-content\/uploads\/2019\/03\/Tabriz-sera-area-ped-1024x768.jpg 1024w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><\/p>\n<p><em>Tabriz, 28 marzo 2019. Sera nell&#8217;area pedonale.<\/em><\/p>\n<p>E\u2019 sera ormai quando esco dall\u2019hotel per esplorare la cittadina. C\u2019\u00e8 anche qui, una vasta zona pedonale o forse soltanto un&#8217;area a traffico limitato. L\u2019hotel sta sulla Iman Komeini street, la via centrale di Tabriz.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/ilmioviaggio.me\/wp-content\/uploads\/2019\/03\/I-simboli-del-Norooz.jpg\" rel=\"attachment wp-att-5160\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-5160\" src=\"https:\/\/ilmioviaggio.me\/wp-content\/uploads\/2019\/03\/I-simboli-del-Norooz-300x225.jpg\" alt=\"I simboli del Norooz\" width=\"300\" height=\"225\" srcset=\"https:\/\/ilmioviaggio.me\/wp-content\/uploads\/2019\/03\/I-simboli-del-Norooz-300x225.jpg 300w, https:\/\/ilmioviaggio.me\/wp-content\/uploads\/2019\/03\/I-simboli-del-Norooz-768x576.jpg 768w, https:\/\/ilmioviaggio.me\/wp-content\/uploads\/2019\/03\/I-simboli-del-Norooz-1024x768.jpg 1024w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><\/p>\n<p><em>I simboli mitologi del Nawruz, esposti in mezzo ad un piazzale di Tabriz.<\/em><\/p>\n<p>Ci sono diversi negozi ancora aperti e numerosi venditori ambulanti, sparsi qua e l\u00e0. In alcuni spazi sono esposti i simboli del Nawruz: mele, frutta secca, acqua, erba e fiori.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/ilmioviaggio.me\/wp-content\/uploads\/2019\/03\/Tabriz-banchetto-pere-cotte.jpg\" rel=\"attachment wp-att-5161\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-5161\" src=\"https:\/\/ilmioviaggio.me\/wp-content\/uploads\/2019\/03\/Tabriz-banchetto-pere-cotte-300x225.jpg\" alt=\"Tabriz banchetto pere cotte\" width=\"300\" height=\"225\" srcset=\"https:\/\/ilmioviaggio.me\/wp-content\/uploads\/2019\/03\/Tabriz-banchetto-pere-cotte-300x225.jpg 300w, https:\/\/ilmioviaggio.me\/wp-content\/uploads\/2019\/03\/Tabriz-banchetto-pere-cotte-768x576.jpg 768w, https:\/\/ilmioviaggio.me\/wp-content\/uploads\/2019\/03\/Tabriz-banchetto-pere-cotte-1024x768.jpg 1024w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><\/p>\n<p><em>Carrettino con le barbabietole lessate.<\/em><\/p>\n<p>Caratteristici del luogo sono i carrettini che vendono delle grosse barbabietole cotte. In diverse postazioni ci sono delle statue che rappresentano le attivit\u00e0 e i modi di vivere antichi della zona e ora molti le utilizzano per scattare delle foto insieme a loro.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/ilmioviaggio.me\/wp-content\/uploads\/2019\/03\/Tabriz-sera-incrocio-banc.jpg\" rel=\"attachment wp-att-5162\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-5162\" src=\"https:\/\/ilmioviaggio.me\/wp-content\/uploads\/2019\/03\/Tabriz-sera-incrocio-banc-300x182.jpg\" alt=\"Tabriz, sera, incrocio banc\" width=\"300\" height=\"182\" srcset=\"https:\/\/ilmioviaggio.me\/wp-content\/uploads\/2019\/03\/Tabriz-sera-incrocio-banc-300x182.jpg 300w, https:\/\/ilmioviaggio.me\/wp-content\/uploads\/2019\/03\/Tabriz-sera-incrocio-banc-768x465.jpg 768w, https:\/\/ilmioviaggio.me\/wp-content\/uploads\/2019\/03\/Tabriz-sera-incrocio-banc-1024x620.jpg 1024w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Saluto Nafiseh, Nina, il piccolo Amir Abbass, ma anche il fratello, sua moglie e il loro bambino. 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